Siamo Aperti : Lun-Ven 9:00 / 13:00 14:30 / 18:00

La storia dell’Implantologia

La storia dell’implantologia affonda le sue radici nella notte dei tempi e non sappiamo esattamente quando brillò per la prima volta l’idea di inserire un dente artificiale in un alveolo per sostituire un dente perso. Quel che è certo è che si fece.

impiantoCi giungono dall’antichità reperti archeologici interessantissimi che testimoniano di inserzioni di pezzi di conchiglia lavorata, minerali o osso. In epoca più recente, nel XIX secolo, si moltiplicarono i tentativi di realizzare interventi implantologici ma l’inadeguatezza dei materiali, delle tecniche chirurgiche, dei mezzi anestetici, l’assenza di antibiotici e la totale mancanza di cognizioni occlusali, ne decretarono ineluttabilmente il fallimento. Nella prima metà del Novecento si assiste invece ad un grande fiorire di tentativi decisamente più concreti e numerosi brevetti. Da ricordare il brevetto di Adams del 1938 del primo impianto sommerso, assai simile a quello successivo di Branemark e le esperienze di Formiggini considerato da alcuni il padre della moderna implantologia (1947). Nel 1961 comparve il primo impianto specificamente progettato per il carico immediato Stefano Tramonte dotato di area di rispetto biologica e nel 1964 fu introdotto il titanio in implantologia. Tramonto introdusse in implantologia concetti, tecniche, strumenti e materiali che anticiparono di decenni le acquisizioni scientifiche successive.

Fu tra i grandi implantologi degli anni sessanta, settanta e ottanta. Contribuì alla diffusione dell’implantologia nel mondo portando ovunque le sue conferenze e la sua tecnica e stimolando la produzione d’infinite copie del suo impianto.

Tra gli anni ’60 e ’70 comparvero gli importanti studi istologici di Pasqualini. Nel 1972 Garbaccio elaborò la teoria del bicorticalismo e progettò il relativo impianto. Nel 1975 Mondani ideò la saldatrice endorale (sincristallizzatrice). Il metodo di saldatura tramite la sincristallizzatrice è stato ulteriormente migliorato dal prof. Giorgio Lorenzon a partire dal 2004 con successivi brevetti europei. Tali migliorie consentono di evitare l’ossidazione del titanio in fase di saldatura attraverso l’utilizzo di gas inerti. Alla fine degli anni settanta, grazie agli studi sull’osteointegrazione si diffuse l’impianto sommerso di Branemark, che risolveva alcuni problemi protesici degli impianti a carico immediato. Da quel momento l’implantologia sommersa si diffuse largamente per la facilità, fino ad allora sconosciuta, con cui anche operatori inesperti potevano iniziarsi all’implantologia; gli impianti sommersi si moltiplicarono e modificarono a ritmo velocissimo nel tentativo di correggere alcuni difetti cronici che li affliggevano nonostante il grande successo ottenuto. Collateralmente all’implantologia andava nel frattempo sviluppandosi la chirurgia ricostruttiva in grado oggi di risolvere molti dei problemi ossei che limitavano grandemente l’uso degli impianti sommersi. L’implantologia moderna, sia essa di carico immediato o di carico differito, è disciplina largamente sperimentata ed affidabile, in grado di risolvere quasi tutti i problemi di edentulismo, funzionali o estetici che siano.

2 Comments
    • Rispondi
      Chiara

      Thanks I apologize for my bad English! If you want you can stay updated by following our facebook page, or by writing the email at the bottom of the page.

Ci interessa la tua opinione, scrivi cosa ne pensi!