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Checkup completo della tua bocca: sai come stanno i tuoi denti?

Checkup completo della tua bocca, lo sai come stanno i tuoi denti?

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Brevi suggerimenti per una buona igiene orale dei bambini

Brevi suggerimenti per una buona igiene orale dei bambini

– Inizia a prenderti cura dell’igiene orale del tuo bambino anche prima che sia spuntato il primo dentino. Da gengive sane nascono denti sani
– La prima visita dentistica dovrebbe essere fatta prima di un anno di età. Dopodichè è importante fare visite regolari
– E’ importante che i bambini si lavino i denti due volte al giorno con un dentifricio al fluoro e che comincino ad usare il filo interdentale da quando diventano adolescenti
– Per evitare la formazione di carie, cerca di limitare cibi e bevande zuccherine e appiccicose
Per ulteriori informazioni sulla salute orale dei bambini chiedi nel tuo studio dentale.

Una buona igiene orale comincia prima che spunti il primo dentino

I denti dei bambini iniziano a spuntare dalle gengive dai 6 mesi di età. E’ importante iniziare una corretta igiene orale fin da prima. Da gengive sane nascono denti sani. I bambini finiscono di mettere la dentizione decidua, o denti da latte, intorno ai due anni di età ed è composta da 20 denti. La dentizione decidua inizia a cascare verso i 6 anni di età quando la dentizione permanente inizia ad emergere. E’ normale che ci siano degli spazi tra i denti da latte, perché fanno posto per l’inserimento della dentizione permanente. Normalmente la dentatura permanente si completa verso i 13 anni di età. La carie da biberon è un problema serio. La carie da biberon deriva da uno scorretto uso del biberon, quando ai bambini viene lasciato succhiare il biberon contenente bevande zuccherine per tempi prolungati.

Da evitare:

– Non mettere a letto il bambino con il biberon

– Utilizza il biberon solo per latte o acqua

Alcuni consigli per mantenere i denti dei bambini forti e in salute

Da 0 a 6 mesi

– Utilizza una garza bagnata o uno spazzolino apposito per le gengive del bambino per rimuovere la pellicola appicicosa che si può formare sulle gengive dopo l’allattamento 

– La prima visita dentistica dovrebbe essere fatta prima di un anno di età
Da 6 mesi a 2 anni
– Inizia ad utilizzare un dentifricio per bambini

– Usa solo una puntina di dentifricio e assicurati che il bambino si risciacqui la bocca  e sputi il dentifricio in eccesso 

– Fissa controlli nella clinica dentistica a intervalli regolari di 6 mesi 

Da 2 a 6 anni:

– Scegli un dentifricio contenente 500-1500 ppm di fluoruro in base al rischio di carie e faglielo utilizzare due volte al giorno

– Usa solo una puntina di dentifricio

– Cerca di fargli smettere di succhiare il pollice entro i 4 anni di età

– Rassicura il tuo bambino che è normale che caschino i denti ed è così che possono crescergli i denti “dei grandi”

– Finchè il bambino non è in grado di lavarsi i denti da solo in maniera efficace è importante che un genitore lo aiuti a farlo almeno due volte al giorno

Da 6 anni in su:

– Utilizza due volte al giorno un dentifricio contenente 1500 ppm di fluoruro (come per adulti) 

– Fai particolare attenzione ai denti più all’interno della bocca perchè possono avere più placca accumulata.

– I bambini che praticano sport
con contatto fisico pronunciato dovrebbero indossare un paradenti per proteggersi i denti

Adolescenti:

– I genitori possono utilizzare al meglio l’interesse dei loro figli adolescenti per il proprio “look”, ricordando loro che sorriso sano e alito fresco sono la migliore ricetta per apparire e sentirsi al loro meglio.

Consigli per figli con l’apparecchio:

– Incoraggiare i figli a lavarsi i denti a fondo e usare lo spazzolino interdentale
– E’ importante ricordare loro che il risultato sarà migliore se si prendono cura dei denti anche quando portano l’apparecchio.
– Raccomandare agli adolescenti di tenere spazzolino, dentifricio e filo interdentale nello zaino o nella borsa della palestra per lavarsi i denti durante il giorno

Alla NewDentalCenter ci teniamo al sorriso dei vostri bambini!

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L’apparecchio fisso cos’è e perchè si usa

L’apparecchio fisso cos’è e perchè si usa!

Il trattamento ortodontico più utilizzato è l’apparecchio fisso. Questi dispositivi sono costituiti da fili e piastrine metalliche (brackets). Spostano delicatamente i denti nella posizione corretta e possono
orientare il tipo di morso. Esistono diversi tipi di dispositivi. I più comuni sono di plastica o di metallo, posizionati sulle superfici frontali dei denti. I “brackets” linguali si attaccano sulla superfice interna del dente. Sono invisibili ma difficili da pulire. Importante sapere che…
• Il trattamento con dispositivi fissi può sia
raddrizzare che spostare un dente storto
• Una buona igiene orale, soprattutto durante
il trattamento ortodontico aiuta a proteggere
denti e gengive
• Strumenti come fili con passafilo, spazzolini
interdentali e spazzolini elettrici con testine
specifiche ortodontiche, possono aiutare a
mantenere buona la salute orale durante
il trattamento
Per ulteriori informazioni inerenti
l’ortodonzia, parla col tuo dentista.

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Pedodonzia

 La pedodonzia o odontoiatria pediatrica si occupa dell’odontoiatria rivolta ai bambini.

L’attenzione è rivolta alla prevenzione delle lesioni cariose da parte dell’igienista dentale o dell’odontoiatra (suggerimento di dieta corretta, applicazioni di fluoro, sigillatura dei solchi, educazione all’igiene orale, individuazione di disgnazie precoci) ed alla ricerca della collaborazione dei piccoli pazienti.

Psicologia del bambino

Il dialogo come terapia deve essere utilizzato in presenza sia di specialisti sia dei genitori, per permettere al bambino di superare le sue paure, soprattutto per quanto riguarda quella del dolore, in possibile presenza di procedure che possono essere adottate, come chirurgia e trattamenti ortodontici ove necessari.

Patologie

Tra le più frequenti patologie a carico dell’apparato dentario troviamo:

  • Carie, malattia infettiva che colpisce i denti, e che può avere un’evoluzione molto rapida;
  • Pulpite, l’infiammazione della polpa del dente, che può presentarsi senza dolore ed in misura maggiore che nell’adulto
  • Ascesso, una raccolta di pus.
  • Sindrome da biberon, ovvero una grave carie dei denti decidui, frequente nei bambini che può colpire la faccia vestibolare dei denti anteriori e che può essere favorita da un allattamento prolungato, un’igiene orale limitata e/o dalla presenza permanente di biberon contenenti liquidi contenenti zucchero.

Esami

Utili oltre ad un’accurata anamnesi risultano le radiografie endorali, la laterolaterale e l’ ortopantomografia.

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Sbiancamento dentale

Che cos’è lo sbiancamento dentale?

Lo sbiancamento dentale è un procedimento che schiarisce i denti e aiuta a rimuovere macchie e scolorimento. È uno degli interventi estetici dentali più popolari perché può migliorare notevolmente l’aspetto dei denti ad un costo e con fastidi molto minori rispetto ad altre tecniche. La maggior parte dei dentisti effettua lo sbiancamento dentale.

Ogni giorno una patina sottile si forma sui denti e raccoglie le macchie. Inoltre, lo strato più esterno di ogni dente, chiamato smalto, contiene pori che assorbono le macchie. Lo sbiancamento non è una soluzione definitiva, ma va ripetuta periodicamente se si vuole mantenere un colore brillante.

                    Le cause dei denti ingialliti o macchiati:

  • L’avanzare dell’età
  • Bevande come tabacco, il tè e il caffè

È anche possibile avere macchie all’interno del dente, dette “macchie intrinseche”. Queste possono essere causate da:

  • Un’eccessiva esposizione al fluoro in età evolutiva durante lo sviluppo dei denti
  • L’assunzione di tetracicline (antibiotici) durante la seconda metà della gravidanza o da parte di bambini al di sotto degli 8 anni, quando i denti sono ancora in fase di sviluppo

Lo sbiancamento dei denti è più efficace sulle macchie superficiali provocate da età, cibo o bevande.

                    Preparazione al trattamento sbiancante per denti

Occorre curare le carie prima dello sbiancamento dei denti perché la soluzione sbiancante potrebbe penetrare nella carie e raggiungere le zone più interne del dente, che provocano sensibilità. Inoltre lo sbiancamento non avrebbe alcun effetto sulle radici esposte in quanto non hanno lo strato di smalto. Lo sbiancamento non funziona neanche su corone o faccette.

                    Come funziona lo sbiancamento dentale

Ci sono due tipi principali di procedimenti sbiancanti. Quando lo sbiancamento avviene su un dente che ha subito una terapia canalare ed è devitalizzato, il procedimento è detto sbiancamento di dente devitalizzato. Lo sbiancamento vitale significa che la procedura è effettuata su denti con nervi vivi.

Sbiancamento di dente devitalizzato
Lo sbiancamento vitale può anche non migliorare l’aspetto di un dente che ha subito una terapia canalare. In tal caso, il tuo dentista userà una tecnica diversa che sbianca il dente dall’interno. Egli introdurrà un agente sbiancante all’interno del dente e apporrà un’otturazione temporanea. Lo lascerà così per diversi giorni. Questa tecnica può esser usata solo una volta oppure ripetuta finché il dente raggiunge la sfumatura desiderata.

Sbiancamento vitale
Il tipo più comune di sbiancamento vitale consiste nel mettere una soluzione sbiancante simile a gel, che in genere contiene acqua ossigenata, in una mascherina che assomiglia ad un bite. La mascherina è quindi posizionata sui denti per un certo lasso di tempo, da un’ora o due fino a tutta la notte.

Lo sbiancamento può essere effettuato presso lo studio dentistico o a casa.

                    Trattamento sbiancante per denti presso lo studio dentistico

Lo sbiancamento presso lo studio dentistico ha il vantaggio di permettere al dentista di monitorare più da vicino l’operazione e i progressi raggiunti. Il dentista probabilmente scatterà una foto dei denti, che lo aiuterà a controllare in che modo prosegue il trattamento. Inizierà prima con una pulizia dei denti e solo in un secondo momento con la procedura di sbiancamento più adatta, a seconda del tuo tipo di macchie.

Il dentista applicherà un gel speciale sulle gengive per proteggerle dall’agente sbiancante, che verrà quindi applicato. La sostanza più comune usata per lo sbiancamento professionale  è il perossido di idrogeno (acqua ossigenata). Alcuni agenti sbiancanti sono attivati da luci speciali o dal calore. Dopo l’applicazione dell’agente sbiancante, il dentista accenderà la luce sui denti per un breve periodo.

Alcuni dentisti hanno cominciato ad usare il laser come un’alternativa ad alta velocità rispetto alle procedure di sbiancamento tradizionali. I pazienti prediligono gli aspetti altamente tecnologici dei trattamenti al laser, ma la tecnologia è ancora troppo nuova, e troppo cara, per giustificarne l’uso generalizzato. L’American Dental Association ha affermato che la tecnica può essere sicura ma non vi sono dati pubblicati circa la sicurezza o l’efficacia dell’uso dei laser per lo sbiancamento dei denti.

Tempi: dalle due alle sei sedute, ciascuna della durata di 45 minuti circa. Il numero di visite richiesto dipenderà dal tipo di decolorazione e dal livello di bianco che desideri per i tuoi denti.

                    Sbiancare i denti a casa

Per lo sbiancamento a casa, il dentista ti prenderà dei calchi dei denti e ti farà una o due mascherine perfettamente adatte a te, a seconda che tu sbianchi o meno sia l’arcata superiore che quella inferiore. È importante che la maschera si adatti bene in modo che l’agente sbiancante rimanga a contatto con i denti e non irriti le gengive.
A casa riempirai ciascuna mascherina con il gel sbiancante che ti ha fornito il dentista, e la indosserai per diverse ore al giorno. Molti ottengono il livello di sbiancamento desiderato in una o due settimane, ma può darsi che per te occorrano quattro settimane o oltre.
Si trovano anche kit da banco da usare in casa. Parla prima con il tuo dentista se usarli o meno, e poi segui le indicazioni                         in modo da evitarne l’uso eccessivo che potrebbe danneggiare denti e bocca.

Tempi: dalle due alle quattro settimane.

                    Follow-Up

Il dentista magari vorrà vederti qualche giorno dopo lo sbiancamento professionale per controllare le gengive. Se le gengive sono state esposte all’agente sbiancante, si possono irritare. Se sbianchi i denti a casa, il dentista magari potrà effettuare un controllo per assicurarsi che il procedimento funzioni correttamente, in genere dopo una settimana.

Lo sbiancamento non è una soluzione definitiva. Le macchie si riformano. Le persone che espongono i denti a molte macchie possono cominciare a vedere sbiadire il bianco dopo appena un mese. Coloro invece che evitano cibi e bevande che macchiano possono aspettare dai 6 ai 12 mesi prima di necessitare un altro trattamento sbiancante.

Un ulteriore sbiancamento si può effettuare in studio o a casa. Se hai una mascherina su misura e l’agente sbiancante a casa, ti puoi sbiancare i denti tutte le volte che vuoi. Dovresti parlare con il dentista della frequenza con cui effettuare lo sbiancamento e anche dei prodotti sbiancanti che funzionerebbero meglio per te.

                    Rischi

È improbabile che lo sbiancamento possa provocare gravi effetti indesiderati, sebbene alcune persone potrebbero rilevare una maggiore sensibilità dentale temporanea. Si potrebbe anche riscontrare una leggera irritazione gengivale. I trattamenti di sbiancamento non andrebbero effettuati su donne in gravidanza poiché non si conosce l’effetto dei prodotti sbiancanti sullo sviluppo del feto. Dato che il trattamento è estetico ed opzionale, andrebbe rimandato a dopo il parto.

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