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Checkup completo della tua bocca: sai come stanno i tuoi denti?

Checkup completo della tua bocca, lo sai come stanno i tuoi denti?

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Sai scegliere il dentifricio? Consigli utili per una scelta consapevole.

Scegliere il dentifricio migliore non è facile come può sembrare, molto dipende dalle tue esigenze.

I dentifrici anticarie si avvalgono dell’aiuto del fluoro componente presente anche in molti cibi, questo minerale vanta un’azione protettiva e mineralizzante, consentendo al dente di rinforzarsi prevenendo la demineralizzazione dello smalto causa della formazione della carie.

Da tenere a mente però che i dentifrici per bambini devono essere a basso contenuto di fluoro per impedire un eccessivo assorbimento della sostanza già presente naturalmente sia nell’acqua che in numerosi alimenti.

I dentifrici antibatterici vantano invece la presenza della Clorexidina, potente batteriostatico che inibisce la crescita dei batteri fino a otto ore. Questa sostanza rappresenta l’antibatterico per eccellenza in odontostomatologia e viene usata in svariati ambiti odontoiatrici, ma è sconsigliata nei bambini al di sotto dei tre anni di età.

I dentifrici sbiancanti contengono il perossido di idrogeno la cui concentrazione varia nei dentifrici ma non deve mai superare il 6% Questa sostanza rilascia ossigeno attivo a contatto con i liquidi fisiologici e “schiumando” come l’acqua ossigenata sulle ferite, rimuove le macchie presenti sulle superfici dei denti. Si può ottenere lo stesso risultato anche con il Bicarbonadio di sodio ma utilizzatelo con moderazione perché ha anche un effetto abrasivo che alla lunga può causare ipersensibilità dentale.

I dentifrici desensibilizzanti e riminerallizanti contengono diverse sostanze al loro interno:

  – Microgranuli di idrossiapatite che agiscono nelle microscalfiture riparando e rigenerando lo smalto, inoltre agiscono sigillando i microtubuli dentinali esposti con la detrazione gengivale. Riduce la sensibilità termica ( sia caldo che freddo) e impediscono ai batteri l’accesso al dente.

  – Lactoferrina con azione antibatterica, antiparassitaria e antivirale è in grado di stimolare la crescita di nuovo tessuto osseo e di rallentarne la riduzione, indicata per l’igiene orale di pazienti con impianti dentali endossei.

Ricordiamo sempre che la vera pulizia orale è comunque sempre data dal movimento meccanico dello spazzolamento che rimuove la placca e i residui alimentari

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salute dei denti e dieta

Salute dei denti e dieta….

La salute dei denti dipende anche dalla dieta alimentari lo sapevi?

La bocca, lo sappiamo, è assimilabile ad un delicato ecosistema che, per mantenere inalterato il suo equilibrio, necessita di cure continue; esiste uno stretto legame tra cibi e salute dei denti, mangiare in modo scorretto può dare il via a patologie gengivali di diversa gravità.

Mangiamo una media di quattro volte al giorno, senza sapere che ogni pasto espone la dentatura a ripetute minacce, eppure a tavola basterebbero poche premure per scongiurare il rischio: è dimostrato che una dieta corretta e bilanciata permette un risparmio medio di circa 800 euro l’anno a famiglia per spese dentistiche. Carenze di magnesio, zinco, ferro, manganese, selenio, vitamine C ed E possono determinare gengiviti e malattie parodontali e indurre un calo delle difese immunitarie che possono incidere non solo sul benessere dell’organismo ma anche su quello della bocca.

Quali sono i cibi che non dovrebbero mai mancare sulla tavola per mantenere intatti la bellezza e il benessere del sorriso? Innanzitutto latte e derivati che, per il loro elevato contenuto in calcio, proteggono la salute dei denti, la cui struttura è prevalentemente composta proprio da questo minerale. L’importante è avere l’accortezza di ricorrere allo spazzolino dopo il consumo per eliminare i residui di lattosio, zucchero che si deposita sullo smalto e alimenta la flora batterica del cavo orale. Via libera anche alle verdure a foglia larga, come bieta e spinaci, e all’insalata, che stimolano la salivazione e aiutano a pulire la bocca. Allo stesso scopo è molto utile la frutta croccante e ricca di fibre, come la mela, oltre ai frutti di bosco che contengono sostanze antibatteriche capaci di ridurre i depositi di placca dell’80% (purché assunti senza zucchero). 

Sedano e carote sono uno snack ‘spezza fame’ adatto alla stagione calda: idratano e al tempo steso eliminano la placca, mentre rapanelli, pomodori, crescione e ciliegie contengono fluoro che rinforza lo smalto dentario.  

Per quel che riguarda le proteine, si tratta di composti fondamentali per le strutture di sostegno della bocca: la carne bianca, il pesce e i legumi, in particolare i fagioli, contengono ferro e magnesio utili alla salute di denti e gengive, mentre sul fronte carboidrati è bene prediligere quelli integrali, che richiedono una masticazione più lunga rispetto a quella necessaria per i prodotti raffinati; non solo: pane e pasta bianchi e i prodotti da forno industriali aumentano i depositi di placca e la formazione di tartaro.  

Anche un bicchiere di vino rosso a pasto aiuta a tenere in forma il sorriso: i polifenoli di cui è ricco sono i grado di inibire la capacità dei batteri di aderire alla superficie dentale. Proprietà molto preziosa, dal momento che la carie è determinata da un’eccessiva proliferazione dei batteri naturalmente presenti nel cavo orale (tra cui soprattutto lo Streptococco mutans) e dal danneggiamento del “biofilm” che ricopre i denti, reso permeabile dall’aggressione degli acidi, che si creano un varco fino alle strutture interne. 

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Collutorio si…..collutorio no?

Collutorio si….collutorio no?

Molti di noi lo utilizzano ogni giorno come integrazione allo spazzolamento dei denti, ma è un’abitudine corretta?

Innanzi tutto facciamo una distinzione, esistono due tipi di collutori:

Come cura terapeutica: in questo caso viene prescritto dal dentista per un motivo ben preciso, può trattarsi di una prescrizione per cicatrizzare una lesione ad esempio o in seguito ad un intervento chirurgico dentale o nel cavo orale, o per contrastare un’infiammazione o un’infezione. Deve essere utilizzato per un tempo limitato rispettando appunto le indicazioni del dentista.

Come ausilio per l’igiene orale: in questo caso viene utilizzato per prevenire la carie, l’alito cattivo, per il sanguinamento gengivale o più semplicemente per una gradevole sensazione di freschezza nella bocca.

Il Collutorio deve essere utilizzato sempre e comunque dopo lo spazzolamento dei denti, in base alle indicazioni del medico o delle indicazioni presenti nel prodotto; bisogna tenerlo in bocca almeno per 30 secondi e non si deve risciacquare la bocca con l’acqua dopo il suo utilizzo.

Ma come scegliere il collutorio più adatto?

Ogni problema, ogni patologia ha il proprio corrispondente collutorio:

1) Per contrastare la formazione della placca dentale, per limitare un’infiammazione o per ridurre la proliferazione batterica scegli un prodotto che contenga antisettici.
2) Per il trattamento di gengiviti, scegli un prodotto ad elevato contenuto di antisettici.
3) Per combattere l’alito cattivo scegli un prodotto che contenga degli ingredienti in grado di neutralizzarlo
4) Se invece desideri solamente una sensazione di freschezza allora è meglio un prodotto naturale e potrai usarlo quotidianamente senza problemi.

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L’uomo inquinava già 400mila anni fa: lo dicono i suoi denti

ANALIZZANDO IL TARTARO DI ALCUNI FOSSILI RINVENUTI IN ISRAELE, GLI ARCHEOLOGI HANNO SCOPERTO TRACCE DI POLVERE DI CARBONE DOVUTE A FUMI DANNOSI PER LA SALUTE

 

MOLTO PRIMA DELL’INDUSTRIA e delle automobili. Centinaia di migliaia di anni prima, l’uomo era già capace di inquinare il proprio habitat. Nel tartaro di denti antichi 400mila anni, infatti, sono emerse le più antiche tracce di inquinamento umano. A produrlo erano i fuochi per cucinare i cibi. La scoperta fatta sotto la guida di Karen Hardy, dell’Università Autonoma di Barcellona, e pubblicata sulla rivista Quaternary International rivela anche che i nostri antenati si cibavano di semi e radici e usavano degli artigianali stuzzicadenti.

Il tartaro è normalmente considerato uno dei grandi nemici per la salute dei denti ma quello trovato degli archeologi su denti rinvenuti in una grotta in Israele rivelano preziose informazioni sui nostri antenati. All’interno dei residui di tartaro, i ricercatori hanno infatti trovato tracce di polveri di carbone, molto probabilmente dovute a inalazioni di fumo prodotto da fuochi usati all’interno dei rifugi usati quotidianamente per cucinare. I fumi, spiegano i ricercatori, usati in ambienti chiusi avevano certamente un effetto dannoso sulla salute di questi antichi uomini, come testimoniano i denti, e per questo si possono considerare come i primi inquinanti umani.

Dalle analisi del tartaro emergono però anche altri aspetti importanti. Uno di questi è che già nel Paleolitico l’uomo macellava la carne, la cucinava e ne usava ogni parte, dal midollo fino alle ossa usate come strumenti. Nei denti sono presenti anche tracce di semi e fibre, che erano evidentemente parte della dieta quotidiana, e anche fibre vegetali di piccole dimensioni, una traccia che secondo i ricercatori indicherebbe l’uso di stuzzicadenti per eliminare i residui di cibo rimasti tra i denti.

Fonte: Dentisti-italiani.it

 

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