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salute dei denti e dieta

E’ possibile avere dei denti perfetti senza mettere l’apparecchio?

E’ possibile avere dei denti perfetti senza mettere l’apparecchio?

Negli ultimi decenni l’apparecchio ha rappresentato senza alcun dubbio la soluzione migliore per avere denti perfetti.

L’apparecchio però spesso causa dolore e fastidio soprattutto nei primi tempi senza contare il disagio da un punto di vista estetico.

Tra le alternative esiste l’apparecchio rimovibile  (o mobile) e quello trasparente che è una vera e propria mascherina per i denti del tutto trasparente che ha lo scopo di allinearli.

Hai mai sentito parlare di “allenatori dentali trasparenti” ? Sono mascherine create su misura in laboratorio odontotecnico per far si che l’allineatore si adatti perfettamente senza fare nessun tipo di pressione sui denti. Questa tecnica permette di allineare i denti con il vantaggio della trasparenza quasi totale.

Naturalmente è il Dentista a decidere e a consigliarvi se il vostro caso è adatto oppure no al trattamento con questa tecnica.

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Come è fatto un dente?

Tutti conosciamo l’importanza di avere dei denti sani sia per la loro azione di masticazione sia per la loro funzione estetica; ma come è fatto un dente?

Partiamo dal fatto che i denti sono organi presenti nel cavo orale. Nell’uomo si sviluppano due ordini di denti: quelli temporanei meglio conosciuti come “da latte” e quelli permanenti.

Ogni dente può essere suddiviso in tre parti, una porzione superiore visibile detta “corona”, una completamente impiantata all’interno dell’alveolo dentale definita “radice” e una parte intermedia di connessione tra le due, molto sottile detta “colletto”.

La parte più esterna della corona è costituita dallo smalto, un tessuto epiteliale molto duro e resistente che ha il compito di proteggere la dentina sottostante dalle aggressioni esterne.

Il secondo strato è appunto la dentina, attraversata da piccoli tubuli in cui trovano posto particolari cellule chiamate “odontoblasti” responsabili della sensibilità dentale.

Il cemento è uno strato molto sottile che riveste la dentina su tutta la superficie della radice.

All’interno di ogni dente troviamo poi una piccola cavità chiamata “polpa dentale” un tessuto connettivale con la funzione di fornire nutrimento e ossigeno alle cellule presenti nella dentina. Qui all’interno trovano posto le fibre nervose e i vasi sanguigni.

La gengiva ha l’importante compito di proteggere l’osso dal contatto con l’ambiente orale; il dente è ancorato all’osso tramite il “legamento parodontale” costituito da fibre elastiche che da un lato si inseriscono nel cemento e dall’altro nell’osso.

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Tartaro: il grande nemico dei denti e delle gengive

Purtroppo non esisto “trucchetti” per eliminare o “ammorbidire” il più grande nemico di denti e gengive!

Il tartaro è una sedimentazione solido e quando è fortemente stratificato è necessaria la rimozione meccanica mediante una profonda pulizia dei denti presso il dentista di fiducia.

Per stratificazioni lievi o di media intensità è possibile eseguire in casa una serie di accorgimenti.

Tenete a mente che il tartaro va assolutamente eliminato per non andare incontro ad una serie di gengiviti che alla lunga indeboliscono e mettono a repentaglio la stabilità dei denti anche perfettamente sani.

In larga misura il tartaro si accumula molto vicino alle gengive di incisivi inferiori e la sua formazione è altamente legata al tipo di alimentazione: se abbiamo un alimentazione eccessivamente acidificante, ricca di alimenti raffinati, zuccheri, grassi la formazione del tartaro è praticamente inevitabile, prima regola dunque è cambiare alimentazione.

Una cattiva igiene orale ne favorisce la formazione così come il fumo e i troppi caffè.

Come premesso non esistono metodi per sciogliere o ammorbidire il tartaro, il dentista si avvale si strumenti appositi durante un’attenta e profonda pulizia dentale, in casa però possiamo avvalerci di un’ottimo alleato:

il filo interdentale!

Il filo interdentale può eliminare i depositi di tartaro di lieve e moderata intensità evitando dunque un successivo ed eccessivo indurimento.

Vi consigliamo di sceglierne uno “cerato” più facile da utilizzare soprattutto per chi ha uno spazio ridotto tra un dente e l’altro; va utilizzato una volta al giorno preferibilmente la sera lontano dai pasti.

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La caduta dei denti da latte, un’esperienza felice

La caduta dei denti da latte, un’esperienza felice

Il fenomeno della caduta dei denti da latte è un fenomeno fisiologico che in genere inizia verso i sei anni e si conclude verso i 12/13 anni; è importante sapere cosa fare per renderla un’esperienza “felice”

I denti da latte sono 20 e sono più piccoli dei 32 denti permanenti, nel momento in cui i denti “primari” vengono sostituiti dai corrispettivi denti permanenti, iniziano a formarsi anche i molari in fondo alla bocca che non hanno il loro equivalente “da latte”.

Erroneamente si ritiene che i denti da latte, essendo destinati a cadere, non siano importanti invece hanno una funzione fondamentale soprattutto per la digestione del cibo, ma anche per la masticazione e sono determinanti per il corretto sviluppo della bocca e per far crescere i futuri denti permanenti nel posto giusto.

Verso i sei anni inizia il così detto “periodo della dentizione mista” ossia nella bocca del tuo bambino saranno presenti sia denti da latte sia denti permanenti, quest’ultimi non ancora del tutto maturi quindi potrebbero essere più soggetti alle aggressioni della carie.

La caduta del “primo dente” è un momento importante nella vita di ogni bambini al punto che vi sono miti e tradizioni come quelle più famose della fatina o del topolino dei dentini: personaggi fantastici pronti a regalare un soldino in cambio del dente appena caduto, solitamente lasciato sotto il cuscino.

Il processo è molto semplice di norma e comincia con il riassorbimento graduale delle radici dei denti, come togliere le fondamento a una casa, che semplicemente resta “appoggiata” al terreno e appena sotto c’è qualcosa che spinge la casa viene giù; ed è questo che accade al dente da latte che viene scalzato via da quello sottostante permanente.

Di fatto il dente comincerà con il dondolare lievemente e via via sempre più fino a quando non cadrà da solo o con un piccolo aiuto, spesso è il bambino stesso che con la lingua lo spinge continuamente visto il “fastidio” del dondolio in bocca o durante la masticazione, altre volte il genitore può tranquillamente intervenire con un garza sterile basta afferrare il dentino e tirare lievemente ruotandolo leggermente, processi che non causano alcun tipo di dolore perché appunto il dente è già semplicemente “appoggiato” alla gengiva.

Può accadere però che i denti primari non cadano e che il dente permanente possa presentare delle irregolarità strutturali oppure possa non trovare il giusto spazio laddove l’equivalente dente da latte non abbia lasciato spazio, in questi casi è fondamentale prendere immediatamente appuntamento da un dentista, lo stesso nel caso in cui il dente dondoli ma non voglia saperne di cadere.

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Denti da latte: il calendario e consigli utili

Denti da latte: il calendario e consigli utili

L’epoca dei “denti da latte” è un vero cruccio per mamme e bambini, ma solitamente è un processo che non comporta particolari problemi ed è solitamente annunciato dal fatto che il bebè “sbava” di più e tende a mordere continuamente oggetti duri;

si parla di “disturbi della dentizione” quando compaiono sintomi che spesso accompagnano l’eruzione dei denti e che principalmente sono:

– gengive infiammate, dolenti e arrossate

  bebè irrequieti, irritabili e sonno spesso disturbato

– febbre

– diarrea

– guance spesso arrossate

– sederini irritati

Esistono dei calmanti senza zuccheri che si possono acquistare in farmacia ma sono molto consigliati gli anelli da dentizione raffreddati in frigorifero e tanta pazienza.

Nel lattante e nel bambino piccolo le mascelle superiore ed inferiore (mandibola) non sono ancora di dimensioni sufficienti ad accogliere i denti permanenti. Questo è il motivo per cui nell’uomo – come in molti altri mammiferi – si forma prima una dentatura da latte comprendente 20 denti, 10 per mascella: 4 incisivi (centrali e laterali), 2 canini e 4 molari. I denti da latte sono più piccoli dei 32 denti permanenti, dai quali saranno più tardi sostituiti  (permuta dentaria).

La dentizione decidua (cioè dei destini da latte) inizia con l’eruzione degli incisivi centrali nei primi tre/sei mesi di vita del neonato, si completa tra i 24/30 mesi con l’eruzione dei secondi molari.

Dopo l’eruzione del primo dente, i genitori devono iniziare a lavare regolarmente i denti ai loro bimbi. Fino a un’età di circa 6 anni, i bambini non sono in grado di lavarsi i denti da soli in modo corretto, e questo è perciò compito dei genitori. Arrivati in età scolare, i bambini devono essere motivati a lavarsi i denti da soli, ma si consiglia ai genitori di rilavare accuratamente ancora una volta tutte le superfici dentali.

Per i primi dentini è sufficiente lavare accuratamente i denti su tutti i lati una volta al giorno, usando solo una punta di dentifricio su un morbido spazzolino per bambini. I bambini piccoli non sono ancora capaci di risciacquarsi la bocca e sputare, e ingoiano perciò una parte del dentifricio, ma usandone poco, questo non è dannoso.

A partire dai due anni la pulizia dei denti dovrà essere fatta almeno due volte al giorno – al mattino dopo la colazione e alla sera prima di andare a letto. La pulizia serale dei denti dovrà diventare parte integrante delle cerimonie della buonanotte, e dopo di essa non si dovranno consumare più dolciumi né bevande zuccherate (succhi di frutta, latte, tisane ecc.)

Un’ottimo modo per insegnate ai bambini a lavarsi i denti è usare la tecnica del MEI che permette di lavarsi bene i denti in modo sempre uniforme, senza “dimenticare” alcuna superficie.

Con la tecnica MEI si lavano prima le superfici Masticatorie, poi le superfici Esterne e infine quelle Interne dei denti:

I bambini imparano più facilmente questa tecnica se i genitori fanno vedere come si fa davanti ad uno specchio, e i bambini ne imitano i movimenti. Non va dimenticato però che, finché i bambini non saranno in grado di farlo in modo completamente autonomo (verso gli 8-10 anni), i genitori dovranno dopo “ripassare” sui denti del bambino per pulirli accuratamente.

SUPERFICI MASTICATORIE: muovere lo spazzolino brevemente avanti e indietro

SUPERFICI ESTERNE: i denti sono chiusi e vengono puliti con movimenti circolari dal centro verso i lati

SUPERFICI INTERNE: con la bocca aperta, si puliscono le superfici interne come con una scopa, passando dal rosso al bianco (dalla gengiva verso la corona)

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