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Come è fatto un dente?

Tutti conosciamo l’importanza di avere dei denti sani sia per la loro azione di masticazione sia per la loro funzione estetica; ma come è fatto un dente?

Partiamo dal fatto che i denti sono organi presenti nel cavo orale. Nell’uomo si sviluppano due ordini di denti: quelli temporanei meglio conosciuti come “da latte” e quelli permanenti.

Ogni dente può essere suddiviso in tre parti, una porzione superiore visibile detta “corona”, una completamente impiantata all’interno dell’alveolo dentale definita “radice” e una parte intermedia di connessione tra le due, molto sottile detta “colletto”.

La parte più esterna della corona è costituita dallo smalto, un tessuto epiteliale molto duro e resistente che ha il compito di proteggere la dentina sottostante dalle aggressioni esterne.

Il secondo strato è appunto la dentina, attraversata da piccoli tubuli in cui trovano posto particolari cellule chiamate “odontoblasti” responsabili della sensibilità dentale.

Il cemento è uno strato molto sottile che riveste la dentina su tutta la superficie della radice.

All’interno di ogni dente troviamo poi una piccola cavità chiamata “polpa dentale” un tessuto connettivale con la funzione di fornire nutrimento e ossigeno alle cellule presenti nella dentina. Qui all’interno trovano posto le fibre nervose e i vasi sanguigni.

La gengiva ha l’importante compito di proteggere l’osso dal contatto con l’ambiente orale; il dente è ancorato all’osso tramite il “legamento parodontale” costituito da fibre elastiche che da un lato si inseriscono nel cemento e dall’altro nell’osso.

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“Bruxismo” ossia digrignare i denti, sai cosa fare?

Bruxismo è il termine medico che indica la tendenza a digrignare i denti serrando la mascella con forza, può capitare a chiunque, di notte o di giorno anche solo per stress.

Farlo qualche volta non causa problemi, ma farlo in modo persistente e magari inconsapevole è causa di sintomi quali:

dolore

disagio

danni ai denti

E’ molto più frequente che avvenga di notte a causa di stress e/o ansia in molti casi è un problema che può andare e venire nel tempo ma tendenzialmente peggiora. Per scoprire se durante il sonno si digrignano o meno i denti, basta mettersi davanti ad uno specchio con i denti allineati ed appoggiati i superiori sugli inferiori, se non si individuano spazi tra incisivi superiori ed inferiori è molto probabile che sia presente questo disturbo. Nei bambini è meno frequente e di solito è riscontrabile nell’adolescenza e tende a risolversi spontaneamente.

Un persistente bruxismo può causare diversi sintomi, quali dolore al volto, mal di testa e consumo dei denti, quest’ultimo è un danno permanente, dolore al livello delle spalle, mal d’orecchio, dolore e rigidità alla mascella e ai muscoli collegati, disturbi del sonno, ipersensibilità dentale.

E’ fondamentale che si contatti il dentista se si notato denti eccessivamente sensibili, danneggiati e/o consumati, dolori alla mascella, al volto  o all’orecchio, se il partner si lamenta di percepire un suono di sfregamento durante la notte.

Purtroppo non esistono dei veri e propri trattamenti mirati e specifici per risolvere il problema, in base alle cause scatenanti è possibile trovare rimedio e ridurre il rischio di complicazioni.

Potrebbe venirvi consigliato l’uso di una protezione detta “Bite” durante la notte in modo da assorbire almeno in parte la pressione esercitata durante la notte e porre una barriera fra le due arcate dentali.

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Sai cos’è lo “Sbiancamento dentale” ?

Affrontiamo l’argomento dello “Sbiancamento dentale” la procedura odontoiatrica che permette di migliorare il colore dei denti rendendoli più bianchi.

Denti bianchi come porcellana non esistono in natura, il colore è personale e può variare un pò come la pelle. Fortunatamente i progressi dell’odontoiatria cosmetica consentono di riportare il colore verso il così detto “bianco naturale”.

I prodotti che vengono utilizzati contengono principalmente perossido di idrogeno e perossido di carbammide impiegati in varie concentrazioni a seconda della tecnica che si intende utilizzare e delle esigenze del paziente. Esistono diversi metodi che possono essere attuati nello studio dentistico ma anche dal paziente stesso a casa. In questo secondo caso l’igienista dentale e l’odontoiatra possono proporre delle speciali mascherine personalizzate in silicone morbido al cui interno va inserita una giusta quantità di gel sbiancante. Naturalmente evitare l’assunzione di cibi e bevande particolarmente “coloranti” come ad esempio caffè, the, vino rosso, liquirizia ect…può aiutare a mantenere il risultato più a lungo possibile.

Lo Sbiancamento dentale eseguito nello studio professionale è una pratica sicura, che non altera né rovino lo smalto dei denti. Sia l’ipersensibilità che l’irritazione gengivale, potenziali effetti collaterali, si annullano attenendosi scrupolosamente ai protocolli consigliati dallo specialista.

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Salute dei denti

Come ti devi lavare i denti? Rispondono le prime linee guida mondiali

Come ti devi lavare i denti? Rispondono le prime linee guida mondiali

Il testo, promosso dalle principali società scientifiche mondiali, contiene le regole da seguire per evitare gengiviti e parodontiti, patologie comuni che possono avere un forte impatto sulla salute e portare alla perdita dei denti.

Gengive arrossate, infiammate, e magari un po’ di sangue quando si spazzolano i denti. Può sembrare una situazione normale, e invece sono i sintomi di una gengivite, condizione di cui soffrono circa 20 milioni di italiani sopra i 35 anni e che se non curata adeguatamente può trasformarsi in parodontite. Questa patologia (sesta al mondo per diffusione) colpisce tre milioni di persone nel nostro paese per una spesa annuale di circa un miliardo di euro, e nelle forme gravi è la prima causa di perdita dei denti. Visti i costi, e le possibili conseguenze per la salute delle parodontiti, le principali società scientifiche mondiali hanno oggi realizzato le prime linee guida mondiali per la prevenzione, diagnosi e cura di questa patologia.

“La parodontite è un’infiammazione profonda delle gengive provocata dai batteri presenti nella placca dentale non adeguatamente rimossa con una corretta igiene orale – ha spiegato all’Ansa Maurizio Tonetti, presidente Sidp (Società italiana di parodontologia e implantologia) – Purtroppo la maggioranza si allarma solo quando sente i denti muoversi e spostarsi, così la conseguenza, se la malattia non viene trattata adeguatamente e in tempo, è la perdita dei denti”.

La mancanza di denti, avvertono gli esperti, determina a sua volta a problemi di masticazione che rendono complicato alimentarsi con frutta e verdura fresca, caposaldo della dieta mediterranea, e portano a preferire cibi morbidi: carboidrati, zuccheri raffinati e grassi, che hanno un impatto negativo sulla salute. I batteri responsabili delle infiammazioni delle gengive inoltre tendono inoltre ad aumentare il rischio di contrarre numerose malattie sistemiche, tra cui patologie cardiovascolari, diabete, ictus, e infezioni respiratorie.

Per evitare conseguenze spiacevoli, le nuove linee guida (promosse dalla Sidp insieme insieme alla EuropeanFederation of Periodontology, l’American Academy of Periodontology e l’Asian Pacific Society of Periodontology) sottolineano innanzitutto l’importanza della diagnosi precoce, che oggi si può effettuare con il test Psr (Periodontal Screening and Recording): una sonda graduata che viene inserita nel solco gengivale per valutare lo stato di infiammazione delle gengive, e quanto queste risultino retratte.

Sul piano della prevenzione invece, il testo ricorda l’importanza di una corretta igiene orale e personale, che va associata a periodiche visite di controllo.

Per assicurare la salute delle proprie gengive esistono inoltre 10 regole da seguire:

1) Non fumare;

2) Introdurre adeguate quantità di vitamina C attraverso una dieta ricca di frutta e verdura;

3) Sottoporsi almeno due volte all’anno a una seduta di igiene professionale e a un controllo dal dentista;

4) Durante la visita di controllo, chiedere di eseguire il test Psr;

5) Se le gengive sono un po’ infiammate, lavare i denti almeno due volte al giorno spazzolandoli per 4 minuti;

6) Preferire lo spazzolino elettrico a quello manuale;

7) Scegliere dentifrici delicati, appositamente studiati per denti e gengive sensibili;

8) Utilizzare gli scovolini interdentali di grandezza adeguata ai propri spazi al posto del filo;

9) Farsi consigliare un adeguato collutorio antiplacca, facendosi indicare dal dentista anche le modalità corrette per l’utilizzo;

10) Se le gengive sanguinano, si ritraggono o sono arrossate, andare subito dal dentista per una valutazione adeguata.

Fonte

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I Batteri della bocca sono pericolosi per il cuore

I Batteri della bocca sono pericolosi per il cuore

Contribuiscono a formare le placche della aterosclerosi

E’ quanto emerge da uno studio realizzato dall’Università di Storrs e pubblicato sul Journal of Lipid Research che mette in evidenza quanto la salute della bocca sia importante per la salute generale.
L’analisi ha coinvolto diversi pazienti ricoverati in ospedale e ne è venuto fuori che c’è un nesso tra le malattie della gengiva e le placche di aterosclerosi.

I Bacteroidetes, che colonizzano la bocca e l’intestino di solito non causano danni, in determinate condizioni posso dare origine a malattie gengivali ma anche in questo caso non invadono i vasi sanguigni. I Lipidi che secernono però, possono passare attraverso le pareti cellulari e andare facilmente a finire nel sangue. E’ in questo momento che contribuiscono a questo intasamento che idurisce e restringe le arterie, con una diminuzione dell’apporto di ossigeno causa, quest’ultima di infarto o ictus.
Il gruppo di ricerca ora progetta di effettuare un’analisi più dettagliata e di approfondire tale connesione.
(fonte)

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