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Checkup completo della tua bocca: sai come stanno i tuoi denti?

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Tartaro: il grande nemico dei denti e delle gengive

Purtroppo non esisto “trucchetti” per eliminare o “ammorbidire” il più grande nemico di denti e gengive!

Il tartaro è una sedimentazione solido e quando è fortemente stratificato è necessaria la rimozione meccanica mediante una profonda pulizia dei denti presso il dentista di fiducia.

Per stratificazioni lievi o di media intensità è possibile eseguire in casa una serie di accorgimenti.

Tenete a mente che il tartaro va assolutamente eliminato per non andare incontro ad una serie di gengiviti che alla lunga indeboliscono e mettono a repentaglio la stabilità dei denti anche perfettamente sani.

In larga misura il tartaro si accumula molto vicino alle gengive di incisivi inferiori e la sua formazione è altamente legata al tipo di alimentazione: se abbiamo un alimentazione eccessivamente acidificante, ricca di alimenti raffinati, zuccheri, grassi la formazione del tartaro è praticamente inevitabile, prima regola dunque è cambiare alimentazione.

Una cattiva igiene orale ne favorisce la formazione così come il fumo e i troppi caffè.

Come premesso non esistono metodi per sciogliere o ammorbidire il tartaro, il dentista si avvale si strumenti appositi durante un’attenta e profonda pulizia dentale, in casa però possiamo avvalerci di un’ottimo alleato:

il filo interdentale!

Il filo interdentale può eliminare i depositi di tartaro di lieve e moderata intensità evitando dunque un successivo ed eccessivo indurimento.

Vi consigliamo di sceglierne uno “cerato” più facile da utilizzare soprattutto per chi ha uno spazio ridotto tra un dente e l’altro; va utilizzato una volta al giorno preferibilmente la sera lontano dai pasti.

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Sai scegliere il dentifricio? Consigli utili per una scelta consapevole.

Scegliere il dentifricio migliore non è facile come può sembrare, molto dipende dalle tue esigenze.

I dentifrici anticarie si avvalgono dell’aiuto del fluoro componente presente anche in molti cibi, questo minerale vanta un’azione protettiva e mineralizzante, consentendo al dente di rinforzarsi prevenendo la demineralizzazione dello smalto causa della formazione della carie.

Da tenere a mente però che i dentifrici per bambini devono essere a basso contenuto di fluoro per impedire un eccessivo assorbimento della sostanza già presente naturalmente sia nell’acqua che in numerosi alimenti.

I dentifrici antibatterici vantano invece la presenza della Clorexidina, potente batteriostatico che inibisce la crescita dei batteri fino a otto ore. Questa sostanza rappresenta l’antibatterico per eccellenza in odontostomatologia e viene usata in svariati ambiti odontoiatrici, ma è sconsigliata nei bambini al di sotto dei tre anni di età.

I dentifrici sbiancanti contengono il perossido di idrogeno la cui concentrazione varia nei dentifrici ma non deve mai superare il 6% Questa sostanza rilascia ossigeno attivo a contatto con i liquidi fisiologici e “schiumando” come l’acqua ossigenata sulle ferite, rimuove le macchie presenti sulle superfici dei denti. Si può ottenere lo stesso risultato anche con il Bicarbonadio di sodio ma utilizzatelo con moderazione perché ha anche un effetto abrasivo che alla lunga può causare ipersensibilità dentale.

I dentifrici desensibilizzanti e riminerallizanti contengono diverse sostanze al loro interno:

  – Microgranuli di idrossiapatite che agiscono nelle microscalfiture riparando e rigenerando lo smalto, inoltre agiscono sigillando i microtubuli dentinali esposti con la detrazione gengivale. Riduce la sensibilità termica ( sia caldo che freddo) e impediscono ai batteri l’accesso al dente.

  – Lactoferrina con azione antibatterica, antiparassitaria e antivirale è in grado di stimolare la crescita di nuovo tessuto osseo e di rallentarne la riduzione, indicata per l’igiene orale di pazienti con impianti dentali endossei.

Ricordiamo sempre che la vera pulizia orale è comunque sempre data dal movimento meccanico dello spazzolamento che rimuove la placca e i residui alimentari

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Sai cos’è lo “Sbiancamento dentale” ?

Affrontiamo l’argomento dello “Sbiancamento dentale” la procedura odontoiatrica che permette di migliorare il colore dei denti rendendoli più bianchi.

Denti bianchi come porcellana non esistono in natura, il colore è personale e può variare un pò come la pelle. Fortunatamente i progressi dell’odontoiatria cosmetica consentono di riportare il colore verso il così detto “bianco naturale”.

I prodotti che vengono utilizzati contengono principalmente perossido di idrogeno e perossido di carbammide impiegati in varie concentrazioni a seconda della tecnica che si intende utilizzare e delle esigenze del paziente. Esistono diversi metodi che possono essere attuati nello studio dentistico ma anche dal paziente stesso a casa. In questo secondo caso l’igienista dentale e l’odontoiatra possono proporre delle speciali mascherine personalizzate in silicone morbido al cui interno va inserita una giusta quantità di gel sbiancante. Naturalmente evitare l’assunzione di cibi e bevande particolarmente “coloranti” come ad esempio caffè, the, vino rosso, liquirizia ect…può aiutare a mantenere il risultato più a lungo possibile.

Lo Sbiancamento dentale eseguito nello studio professionale è una pratica sicura, che non altera né rovino lo smalto dei denti. Sia l’ipersensibilità che l’irritazione gengivale, potenziali effetti collaterali, si annullano attenendosi scrupolosamente ai protocolli consigliati dallo specialista.

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Salute dei denti

Come ti devi lavare i denti? Rispondono le prime linee guida mondiali

Come ti devi lavare i denti? Rispondono le prime linee guida mondiali

Il testo, promosso dalle principali società scientifiche mondiali, contiene le regole da seguire per evitare gengiviti e parodontiti, patologie comuni che possono avere un forte impatto sulla salute e portare alla perdita dei denti.

Gengive arrossate, infiammate, e magari un po’ di sangue quando si spazzolano i denti. Può sembrare una situazione normale, e invece sono i sintomi di una gengivite, condizione di cui soffrono circa 20 milioni di italiani sopra i 35 anni e che se non curata adeguatamente può trasformarsi in parodontite. Questa patologia (sesta al mondo per diffusione) colpisce tre milioni di persone nel nostro paese per una spesa annuale di circa un miliardo di euro, e nelle forme gravi è la prima causa di perdita dei denti. Visti i costi, e le possibili conseguenze per la salute delle parodontiti, le principali società scientifiche mondiali hanno oggi realizzato le prime linee guida mondiali per la prevenzione, diagnosi e cura di questa patologia.

“La parodontite è un’infiammazione profonda delle gengive provocata dai batteri presenti nella placca dentale non adeguatamente rimossa con una corretta igiene orale – ha spiegato all’Ansa Maurizio Tonetti, presidente Sidp (Società italiana di parodontologia e implantologia) – Purtroppo la maggioranza si allarma solo quando sente i denti muoversi e spostarsi, così la conseguenza, se la malattia non viene trattata adeguatamente e in tempo, è la perdita dei denti”.

La mancanza di denti, avvertono gli esperti, determina a sua volta a problemi di masticazione che rendono complicato alimentarsi con frutta e verdura fresca, caposaldo della dieta mediterranea, e portano a preferire cibi morbidi: carboidrati, zuccheri raffinati e grassi, che hanno un impatto negativo sulla salute. I batteri responsabili delle infiammazioni delle gengive inoltre tendono inoltre ad aumentare il rischio di contrarre numerose malattie sistemiche, tra cui patologie cardiovascolari, diabete, ictus, e infezioni respiratorie.

Per evitare conseguenze spiacevoli, le nuove linee guida (promosse dalla Sidp insieme insieme alla EuropeanFederation of Periodontology, l’American Academy of Periodontology e l’Asian Pacific Society of Periodontology) sottolineano innanzitutto l’importanza della diagnosi precoce, che oggi si può effettuare con il test Psr (Periodontal Screening and Recording): una sonda graduata che viene inserita nel solco gengivale per valutare lo stato di infiammazione delle gengive, e quanto queste risultino retratte.

Sul piano della prevenzione invece, il testo ricorda l’importanza di una corretta igiene orale e personale, che va associata a periodiche visite di controllo.

Per assicurare la salute delle proprie gengive esistono inoltre 10 regole da seguire:

1) Non fumare;

2) Introdurre adeguate quantità di vitamina C attraverso una dieta ricca di frutta e verdura;

3) Sottoporsi almeno due volte all’anno a una seduta di igiene professionale e a un controllo dal dentista;

4) Durante la visita di controllo, chiedere di eseguire il test Psr;

5) Se le gengive sono un po’ infiammate, lavare i denti almeno due volte al giorno spazzolandoli per 4 minuti;

6) Preferire lo spazzolino elettrico a quello manuale;

7) Scegliere dentifrici delicati, appositamente studiati per denti e gengive sensibili;

8) Utilizzare gli scovolini interdentali di grandezza adeguata ai propri spazi al posto del filo;

9) Farsi consigliare un adeguato collutorio antiplacca, facendosi indicare dal dentista anche le modalità corrette per l’utilizzo;

10) Se le gengive sanguinano, si ritraggono o sono arrossate, andare subito dal dentista per una valutazione adeguata.

Fonte

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