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Consigli per aver cura degli Impianti dentali

Impianti dentali

Gli impianti dentali sono utilizzati per rimpiazzare i denti mancanti. L’impianto è costituito da due parti:

1) Un impianto a vite che si fissa nell’osso

2) Una corona artificiale che si fissa sopra l’impianto. 

Un impianto sembra a tutti gli effetti un dente naturale e da’ le stesse sensazioni.

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Consigli per aver cura dei tuoi manufatti protesici:

– Spazzola i denti al mattino ed alla sera dopo aver mangiato per ridurre l’accumulo di placca

– Gli spazzolini elettrici possono aiutarti
a rimuovere la placca dai tuoi denti e dai tuoi manufatti protesici

– Assicurati di pulire bene i denti, gli impianti, i ponti e le corone, ogni giorno, usando

il filo e scovolini interdentali

– Non masticare cibi duri o appiccicosi. Questi possono danneggiare i tuoi impianti, ponti o corone

– Usare il collutorio può aiutare a ridurre la placca batterica nelle aree adiacenti i manufatti protesici

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Protesi dentale

La protesi dentale è un manufatto utilizzato per rimpiazzare la dentatura originaria persa o compromessa per motivi funzionali e/o estetici. Si definisce anche protesi dentaria la parte dell’odontoiatria che si occupa della progettazione e costruzione di protesi, rispettando i seguenti requisiti:

  • Funzionalità: riguarda il ristabilimento della corretta masticazione e delle funzioni articolari (apertura, chiusura, lateralità destra-sinistra, protrusione-retrusione e la corretta fonetica).
  • Innocuità: la protesi deve essere costruita con materiali che non siano tossici e non deve presentare “angoli vivi” che potrebbero danneggiare i tessuti.
  • Estetica: i denti artificiali devono essere il più possibile simili a quelli naturali e bisogna fare molta attenzione a non alterare il corretto profilo facciale del paziente.

Protesi fissa 

La protesi fissa viene fissata agli elementi pilastro con la cementazione e non può essere rimossa dal paziente. In base alle funzioni si distinguono tre tipi di protesi fissa:

  • protesi fissa di ricostruzione: ha il compito di ricostruire le parti anatomiche del dente asportato e preservarlo quindi dalla completa distruzione (es. corone, intarsi, perno a moncone);

Corone

Le corone sono protesi per denti singoli dei quali almeno la radice è conservata. Si ancorano o al dente opportunamente preparato (moncone) o, tramite perni endocanalari, alla radice (corona Richmond). Le corone, come anche gli elementi di ponte, possono essere in metallo, metallo ceramica, solo ceramica. Correntemente si stanno presentando altri materiali utili per la protesi fissa.

Ponti

Nei ponti l’elemento dentario estratto viene sostituito da una protesi che comprende anche gli elementi dentari adiacenti che vengono per questo ridotti a monconi e protesizzati anch’essi. L’elemento mancante assieme agli elementi pilastro (i monconi sui quali si appoggia) forma il ponte. Può essere totale cioè comprendere l’intera arcata (protesi a ponte circolare) o parziale comprendente due o più elementi. Gli elementi pilastro devono avere un numero pari o superiore al numero delle radici pilastro degli elementi mancanti, se ciò non sussiste si esegue una protesi mista. Per travata si intende la parte di struttura destinata a sostenere l’elemento o gli elementi mancanti.

Protesi su impianti

In questo caso la radice dell’elemento mancante viene sostituita da un impianto solitamente in titanio e su questo viene cementato o avvitato l’elemento protesico. Con gli impianti è possibile sostituire denti singoli o realizzare ponti o strutture più estese (barre di Toronto, o similari) che possono sostituire tutti gli elementi dell’intera arcata dentaria.

Faccette

Le faccette in porcellana sono sottili lamine in ceramica che vengono cementate sulla superficie visibile dei denti anteriori. I denti che accolgono una faccetta sono leggermente limati per far spazio alla ceramica. Tuttavia, la loro preparazione è estremamente conservativa e deve essere mantenuta a livello della porzione più superficiale del dente, lo smalto. Lo smalto consente un’adesione ottimale delle faccette al dente.

Protesi mobile

Con il termine “protesi mobile” si intendono tutte le protesi atte alla sostituzione di intere arcate o parti di essa. Sono definite mobili in quanto possono essere rimosse facilmente dal paziente durante l’arco della giornata.

Protesi mobili sono la protesi totale, la protesi parziale e la protesi mista-scheletrata.

Protesi parziale

La protesi parziale si ancora tramite ganci o attacchi ai denti rimanenti. Quando la protesi parziale ha una struttura di sostegno metallica viene definita protesi scheletrica o scheletrato e se mista con attacchi di precisione su elementi pilastro viene detta protesi combinata. Si può realizzare anche una protesi tipo scheletrato in resina acetalica o termopressata senza ganci in metallo. È anche realizzabile una protesi Flexite, a base di nylon e quindi senza metallo e con caratteristiche di biocompatibilità e flessibilità.

Protesi totale

La protesi totale rientra tra i dispositivi afisiologici, in quanto i carichi masticatori vengono completamente scaricati sulla mucosa e sull’osso sottostante, perché denti residui o radici vengono a mancare (edentulia). Ha quindi il compito di ristabilire completamente le funzioni masticatorie. Nell’esecuzione di questa protesi bisogna rispettare il profilo del viso (profilo facciale). Essa è meglio definita “mobile totale” in quanto risulta essere un dispositivo che il paziente stesso può rimuovere e reinserire in qualsiasi momento della giornata.

È un dispositivo atto a sostituire intere arcate ormai edentule, costituito da una struttura di sostegno in resina acrilica. I denti utilizzati sono denti del commercio sia in ceramica (poco utilizzati) che in resina acrilica o composita. Con i denti prodotti attualmente si ottengono ottimi risultati estetici: fondamentale è l’abilità dell’odontotecnico che, in particolare per i denti frontali, riesce a conferire alla protesi un aspetto naturale che ben si adatti al viso e alle espressioni del paziente.

Se la sella edentula fosse poco rilevata o comunque per aumentare la ritenzione della protesi totale è possibile, se la quantità di osso residuo è sufficiente, ricorrere alla chirurgia implantare. In tal caso verrebbero inseriti nella cresta edentula degli impianti con funzione di ancoraggio (in genere per la tecnica overdentures con ritenzione sferica, nell’arcata inferiore vengono inseriti 2 impianti nella zona dei canini).

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Sbiancamento dentale

Che cos’è lo sbiancamento dentale?

Lo sbiancamento dentale è un procedimento che schiarisce i denti e aiuta a rimuovere macchie e scolorimento. È uno degli interventi estetici dentali più popolari perché può migliorare notevolmente l’aspetto dei denti ad un costo e con fastidi molto minori rispetto ad altre tecniche. La maggior parte dei dentisti effettua lo sbiancamento dentale.

Ogni giorno una patina sottile si forma sui denti e raccoglie le macchie. Inoltre, lo strato più esterno di ogni dente, chiamato smalto, contiene pori che assorbono le macchie. Lo sbiancamento non è una soluzione definitiva, ma va ripetuta periodicamente se si vuole mantenere un colore brillante.

                    Le cause dei denti ingialliti o macchiati:

  • L’avanzare dell’età
  • Bevande come tabacco, il tè e il caffè

È anche possibile avere macchie all’interno del dente, dette “macchie intrinseche”. Queste possono essere causate da:

  • Un’eccessiva esposizione al fluoro in età evolutiva durante lo sviluppo dei denti
  • L’assunzione di tetracicline (antibiotici) durante la seconda metà della gravidanza o da parte di bambini al di sotto degli 8 anni, quando i denti sono ancora in fase di sviluppo

Lo sbiancamento dei denti è più efficace sulle macchie superficiali provocate da età, cibo o bevande.

                    Preparazione al trattamento sbiancante per denti

Occorre curare le carie prima dello sbiancamento dei denti perché la soluzione sbiancante potrebbe penetrare nella carie e raggiungere le zone più interne del dente, che provocano sensibilità. Inoltre lo sbiancamento non avrebbe alcun effetto sulle radici esposte in quanto non hanno lo strato di smalto. Lo sbiancamento non funziona neanche su corone o faccette.

                    Come funziona lo sbiancamento dentale

Ci sono due tipi principali di procedimenti sbiancanti. Quando lo sbiancamento avviene su un dente che ha subito una terapia canalare ed è devitalizzato, il procedimento è detto sbiancamento di dente devitalizzato. Lo sbiancamento vitale significa che la procedura è effettuata su denti con nervi vivi.

Sbiancamento di dente devitalizzato
Lo sbiancamento vitale può anche non migliorare l’aspetto di un dente che ha subito una terapia canalare. In tal caso, il tuo dentista userà una tecnica diversa che sbianca il dente dall’interno. Egli introdurrà un agente sbiancante all’interno del dente e apporrà un’otturazione temporanea. Lo lascerà così per diversi giorni. Questa tecnica può esser usata solo una volta oppure ripetuta finché il dente raggiunge la sfumatura desiderata.

Sbiancamento vitale
Il tipo più comune di sbiancamento vitale consiste nel mettere una soluzione sbiancante simile a gel, che in genere contiene acqua ossigenata, in una mascherina che assomiglia ad un bite. La mascherina è quindi posizionata sui denti per un certo lasso di tempo, da un’ora o due fino a tutta la notte.

Lo sbiancamento può essere effettuato presso lo studio dentistico o a casa.

                    Trattamento sbiancante per denti presso lo studio dentistico

Lo sbiancamento presso lo studio dentistico ha il vantaggio di permettere al dentista di monitorare più da vicino l’operazione e i progressi raggiunti. Il dentista probabilmente scatterà una foto dei denti, che lo aiuterà a controllare in che modo prosegue il trattamento. Inizierà prima con una pulizia dei denti e solo in un secondo momento con la procedura di sbiancamento più adatta, a seconda del tuo tipo di macchie.

Il dentista applicherà un gel speciale sulle gengive per proteggerle dall’agente sbiancante, che verrà quindi applicato. La sostanza più comune usata per lo sbiancamento professionale  è il perossido di idrogeno (acqua ossigenata). Alcuni agenti sbiancanti sono attivati da luci speciali o dal calore. Dopo l’applicazione dell’agente sbiancante, il dentista accenderà la luce sui denti per un breve periodo.

Alcuni dentisti hanno cominciato ad usare il laser come un’alternativa ad alta velocità rispetto alle procedure di sbiancamento tradizionali. I pazienti prediligono gli aspetti altamente tecnologici dei trattamenti al laser, ma la tecnologia è ancora troppo nuova, e troppo cara, per giustificarne l’uso generalizzato. L’American Dental Association ha affermato che la tecnica può essere sicura ma non vi sono dati pubblicati circa la sicurezza o l’efficacia dell’uso dei laser per lo sbiancamento dei denti.

Tempi: dalle due alle sei sedute, ciascuna della durata di 45 minuti circa. Il numero di visite richiesto dipenderà dal tipo di decolorazione e dal livello di bianco che desideri per i tuoi denti.

                    Sbiancare i denti a casa

Per lo sbiancamento a casa, il dentista ti prenderà dei calchi dei denti e ti farà una o due mascherine perfettamente adatte a te, a seconda che tu sbianchi o meno sia l’arcata superiore che quella inferiore. È importante che la maschera si adatti bene in modo che l’agente sbiancante rimanga a contatto con i denti e non irriti le gengive.
A casa riempirai ciascuna mascherina con il gel sbiancante che ti ha fornito il dentista, e la indosserai per diverse ore al giorno. Molti ottengono il livello di sbiancamento desiderato in una o due settimane, ma può darsi che per te occorrano quattro settimane o oltre.
Si trovano anche kit da banco da usare in casa. Parla prima con il tuo dentista se usarli o meno, e poi segui le indicazioni                         in modo da evitarne l’uso eccessivo che potrebbe danneggiare denti e bocca.

Tempi: dalle due alle quattro settimane.

                    Follow-Up

Il dentista magari vorrà vederti qualche giorno dopo lo sbiancamento professionale per controllare le gengive. Se le gengive sono state esposte all’agente sbiancante, si possono irritare. Se sbianchi i denti a casa, il dentista magari potrà effettuare un controllo per assicurarsi che il procedimento funzioni correttamente, in genere dopo una settimana.

Lo sbiancamento non è una soluzione definitiva. Le macchie si riformano. Le persone che espongono i denti a molte macchie possono cominciare a vedere sbiadire il bianco dopo appena un mese. Coloro invece che evitano cibi e bevande che macchiano possono aspettare dai 6 ai 12 mesi prima di necessitare un altro trattamento sbiancante.

Un ulteriore sbiancamento si può effettuare in studio o a casa. Se hai una mascherina su misura e l’agente sbiancante a casa, ti puoi sbiancare i denti tutte le volte che vuoi. Dovresti parlare con il dentista della frequenza con cui effettuare lo sbiancamento e anche dei prodotti sbiancanti che funzionerebbero meglio per te.

                    Rischi

È improbabile che lo sbiancamento possa provocare gravi effetti indesiderati, sebbene alcune persone potrebbero rilevare una maggiore sensibilità dentale temporanea. Si potrebbe anche riscontrare una leggera irritazione gengivale. I trattamenti di sbiancamento non andrebbero effettuati su donne in gravidanza poiché non si conosce l’effetto dei prodotti sbiancanti sullo sviluppo del feto. Dato che il trattamento è estetico ed opzionale, andrebbe rimandato a dopo il parto.

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Implantologia

Per implantologia (dentale) si intende quell’insieme di tecniche chirurgiche atte a riabilitare funzionalmente un paziente affetto da edentulismo totale o parziale mediante l’utilizzo di impianti dentali. Tali impianti possono essere di diverse forme inseriti in diverse sedi con varie tecniche e poi connessi alle protesi con diverse tempistiche, sia per protesi fisse che per protesi mobili. Attualmente gli impianti sono quasi tutti realizzati in titanio. I più utilizzati sono quelli a vite di tipo endosseo, nella maggioranza dei casi lasciati sommersi sotto gengiva per un periodo congruo in base alla sede. Il materiale più utilizzato per la produzione di impianti è il titanio, in forma commercialmente pura o nelle sue leghe ad uso dentale, materiale biocompatibile che non comporta reazioni da parte dell’organismo (popolarmente ma erroneamente note come rigetto). Gli impianti, posizionati nell’osso del paziente, verranno fortemente inglobati in esso dai fisiologici meccanismi della rigenerazione ossea, ossia avverrà la osteointegrazione .

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